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Venerdì 27 maggio l’Associazione Porta Aperta di Carpi ha coronato la realizzazione di un grande progetto che vede varie realtà (tra le quali la cooperativa Eortè) creare rete; è così prende avvio Cibùm, la bottega solidale che vuole fare rete ed è coinvolta all’interno del progetto L’Unione non Spreca. Questo progetto unisce il recupero dei beni primari, evitando così lo spreco alimentare, alla possibilità di aiutare le famiglie in difficoltà economica. Alla base della rete vi è dunque uno scambio attivo tra i vari soggetti coinvolti che lottano al contrasto allo spreco e arginando la povertà.

 

Il primo lunedì dopo l’inaugurazione, il 30 maggio, Cibùm ha così aperto le porte e ha visto i primi due utenti varcare la soglia d’ingresso. “Roberta - ci dice Lorenzo Malagoli di Eortè collaboratore nella gestione di Cibùm, la bottega solidale di Porta Aperta OdV - è stata e rimarrà sempre la nostra numero 1”.

La bottega solidale prevede tre giorni a settimana di apertura al pubblico e, dopo quasi tre mesi di apertura al pubblico, le spese si aggirano intorno alle 162 per un totale di 34 nuclei famigliari (98 persone) raggiunti dal nostro servizio. 

Per quanto riguarda la scelta degli utenti che possono accedere a tale servizio si fa riferimento al punto d’ascolto dell’associazione Porta Aperta ed ai Servi Sociali dell’Unione delle Terre d’Argine, che hanno rispettivamente inviato 22 e 12 famiglie. 

Il motore del progetto è di matrice volontaria e l’équipe conta 12 volontari (alcuni dei quali prestano doppio servizio, sia a Cibùm che a Porta Aperta, sia per la distribuzione che per il reperimento di alimenti); in questo periodo si sono dati parecchio da fare per recuperare i prodotti dai vari donatori, preparare e allestire la bottega, e tenere aperto al pubblico. 

“I mesi estivi - dice Lorenzo Malagoli - sono sempre delicati per le associazioni di volontariato in quanto, com’è normale che sia, c’è chi va in vacanza o sospende il suo servizio. Ci siamo trovati in particolare nel mese torrido di luglio a contare su di un ristretto numero di volontari ma, considerando la complessiva poca esperienza, hanno dato prova di grande impegno e ed efficienza tenendo sempre aperto il nostro emporio”.

 

L’obiettivo da raggiungere entro la prossima primavera è quello di accogliere 150 nuclei famigliari in difficoltà economica; dunque la percezione di Lorenzo, e condivisa da chi ne partecipa, è che Cibùm sia iniziato con il piede giusto “certo - aggiunge Lorenzo - ci sono delle cose che saranno da cambiare e modificare come, ad esempio, aumentare il numero dei volontari o estendere la rete dei donatori di beni e servizi per garantire sempre il meglio agli utenti della bottega solidale. Ma che stia funzionando lo si intuisce soprattutto da chi si reca da noi a fare la spesa”. 

È bello - ce lo hanno proprio detto - poter scegliere e mettere nel proprio carrello ciò di cui si ha più voglia o bisogno”.

Poi succede inevitabilmente che tra alcuni clienti e volontari inizia ad instaurarsi una relazione amicale, ci si comincia a chiamare per nome, a raccontarsela un po’, a fare un complimento o condividere un ricordo. “Penso che - conclude Lorenzo - siamo qui anche per questo, prestare ascolto alle parole delle persone che si trovano un po’ ai margini, e questa sfaccettatura non scritta arricchisce e permea il progetto di ‘umanità’”.

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